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madonnaFissando lo sguardo verso il superbo Terminillo, attaccata ad un eminente e rilevato scoglio presso una fenditura del monte, è sita  Lagnano, località turistica di particolare richiamo per il suo grande tesoro artistico che conserva da secoli la statuina della " Madonna del Fiore". Lugnano è un piccolo, ma "grande e prezioso" centro della periferia di Rieti, che vanta un'indimenticabile tradizione storica ed una ricchezza artistica tra le più importanti della Sabina. Questo paese è una delle ultime testimonianze degli antichi castelli e feudi della Sabina che vanno sempre più scomparendo, inghiottiti dal cemento e dalle macchine, anche se queste zone sono tutelate dalla legge sulla paesaggistica.Le origini del paese vanno fatte risalire al VI secolo d.C., ma ebbe il massimo splendore nel basso Medioevo.Costruito sulla viva roccia di un colle aereo alle pendici dell1arduà montagna, Lugnano è stato fondato dalle tribù formate dai superstiti dell'antica città di Vazia.Il primo nome fu Lucinae Fanum, dal tempio sacro alla dea Juno Lucina che sorgeva su quel monte tra le boscaglie.In secondo tempo fu chiamato Unianus, per l'aggregazione dei profughi dell'antica Vazia che si erano riuniti per formare il nuovo centro abitato (così si legge nello stemma, che si trova impresso nell'antica Chiesa Badiale di S. Croce).Collegata a Lugnano era Cupaello zona di frutti, boschi, campi coltivati a viti e cereali. Che sia stata la borgata primogenita di Lugnano lo dimostra anche un' antichissima strada, "La Via Maestra" cioè la maestra delle strade.Del "castellum quod nominatur Lunianun" citato già nell' XI secolo. non restano che pochi tratti di mura e alcune case.Un' idea di come doveva essere il borgo nei tempi passati ci è daL dall'affresco di una sala del Palazzo Vescovile di Cittaducale, in cui tra ville e borgate assegnate all'ex Diocesi civitese, vi èdipinto anche il paese di Lugnano con sotto un distico latino, che ne ricorda in breve ed elegantemente le prerogative:"Prole gigantea Lugnanum nobile dicor non temet hostiles gens animosa minas". (Nobile per prole gigantesca son detto Lugnano non teme minacce ostili una gente animo sa).Al tempo di Arrigo 111(1048) il Castello di Lugnano fu ammesso all'Abbazia di Farfa.Fu soprattutto la simpatia che l'abate Bernardo era riuscito a riscuotere e tanta l'influenza e la importanza cui era assurto il monastero di Farfa che vennero donati anche i Castelli di Lugnano. Sembra che sia stato Giovanni, figlio di Sintori, a donare tutti i suoi beni tra cui il Castello di Lugnano all'abate Guido di Farfa nel 1013.
Nel 1252 Lugnano venne annesso al Regno di Napoli con le altre terre d'Abruzzo.Lugnano, unitamente a Lisciano, Categne, Petescia e Cantalice, collaborò per costruire nel 1309 il secondo quartiere, quello di S. Croce della nuova città angioina di Cittaducale.Intanto nella parte alta di Lugnano fu costruito il Convento di S. Rocco. Lugnano era sede municipale ed era formato di tre paesi: Lugnano, Lisciano e Villa Troiana.Dalla S. Sede Lugnano fu ceduta al Re di Napoli Carlo D'Angiò, per salvaguardare i suoi abitanti dalle rappresaglie dei banditi, che infestavano quei territori montani.La prova che Lugnano abbia raggiunto la massima espansione in questo periodo la si può trovare visitando i Musei Vaticani: nella galleria dove sono dipinte le antiche regioni d' Italia, osservando la regione Sabina, si possono ammirare accanto alle torri e alle mura di Rieti e Cittaducale, anche quelle di Lugnano.Fu proprio in questo periodo che Carlo D'Angiò, di ritorno dalla Francia, visitando il feudo di Lugnano regalò alla popolazione la statuina della "Madonna del Fiore": si tratta di scultura in avorio ricavata da una zanna di elefante, raffigurante la Vergine con il Bambino ed un fiore nella mano: è opera di una scultore anonimo della scuola francese del XIII secolo. Esistono tre esemplari nel mondo: uno si trova a Parigi, uno a Firenze e uno a Lugnano.La scultura è conservata nella Chiesa di S. Maria in Categne; l'opera merita di essere vista ed ammirata!A Lugnano, al tempo del suo splendore, sorgevano quattro chiese: S. Croce, S. Maria, S. Maria della Misericordia (detta dal volgo di Categne) e quella di S. Giovanni Battista.Della Collegiata di S. Croce, che viene menzionata in un documento dell'XI secolo come collegiata retta di un Abate, non restano che pochissimi ruderi.Il 12 ottobre 1832 la Chiesa di 5. Giovanni Battista con decreto del Vescovo de L'Aquila Mons. Giovanni Maniere, fu dichiarata soppressa e trasferita con tutte le rendite, onori e privilegi in S. Maria del Passo, per comodità dei piccoli raggruppamenti di case sparsi in pianura che, nell'insieme, portano il nome di Villa Troiana. Tale provvedimento ebbe il regio assenso da Ferdinando II il 10 settembre 1834.Ancora oggi a Lugnano si possono percorrere i vicoli e le stradine a scalini, si possono ammirare gli archi secolari in pietra, come di pietra sono la maggior parte delle case.
Per decisione del nuovo parroco Don Ferdinando Tiburzi, la Chiesa di S. Maria in Categne è stata consacrata quale santuario mariano parrocchiale e, in occasione della chiusura del mese di maggio, il giorno 31 viene programmato un pellegrinaggio notturno a piedi, che ha trovato piena adesione e viva partecipazione da parte dei fedeli non solo del territorio, ma anche della stessa città di Rieti, che salgono fino a Lugnano per rivolgere alla Mamma Celeste l' omaggio filiale e riverente e per sciogliere l'inno di gratitudine, per le copiose grazie ricevute.Di recente è stato rivalutato il Santuario della Madonna, al quale è stato intitolato un Concorso Artistico-Letterario che, nelle intenzione degli organizzatori, dovrebbe favorire un incremento della devozione popolare ed uno sviluppo turistico del paese.

 
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